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martedì 18 maggio 2010

As Soon As Possible, L'accellerazione nell'era moderna


Oggi sono stata all'inaugurazione della mostra presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, a Palazzo Pitti, la cui direttrice è la magnifica Franziska Nori. Prima di tutto c'erano moltissime persone. Veramente molte, segno buono, vuol dire che c'è interesse e attrattiva. Inoltre la mostra è estremamente interessante. Viene affrontata la tematica della cosidetta high speed society, il modello di vita caratterizzato dalla rapidità della comunicazione. Sono esposte opere di artisti contemporanei che affrontano i temi del tempo, della velocità, dell'accellerazione o di una reazione contraria a tutto ciò. Sono messe in mostra le forti contraddizzioni della nostra società, che ci spinge a stare al passo con la velocità, rendendoci immobili. Videoperformance, lo straniamento dell'uomo moderno, con la sua costruzione di una settimana di otto giorni, o l'orologio costruito da operai in tempo reale, scontro tra tempo umano e naturale.
Tra gli artisti:
Reynold Reynolds
Marzia Migliora
Arcangelo Sassolino
Michael Sailstorfer
Tamy Ben-Tor
Marnix de Nijs
Mark Formanek

Quindi, se pianificate una visita, fate un salto anche qua.

venerdì 19 dicembre 2008

Siamo ciò che possediamo?


Ultimamente sto frequentando Palazzo Strozzi e la sua interessante mostra, ''Arte, Prezzo e Valore''. Mi sono interessata alle lecture e sto scoprendo un universo di nuovi concetti. Della serie ''stuzzica-mente''. Ieri mi ha colpito il concetto di 'Siamo ciò che possediamo?'. Un artista, Michael Landy, degli Young British Artists, decide di distruggere tutto ciò che possiede. Tutto. Per vedere qual è la sua identità. Io non lo farei mai. Per quanto vorremmo far emergere la nostra identità, ciò che possediamo lo abbiamo deciso noi, è quindi parte di noi, e non si può distruggerla e far finta di niente. Sono dei beni materiali, ma si fanno carico di un lato affettivo che noi doniamo. Sì, siamo ciò che possediamo. O almeno in parte. Così abbiamo deciso, così sarà sempre. Soprattutto con il materialismo che ci avvolge. Ma decidere è in nostro potere. Solo noi sappiamo 'cosa' ci rappresenta.
Foto Michael Landy, Breakdown